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16 Marzo 2017

SKY ATLANTIC PRESENTA IN TREATMENT

LA SERIE CHE HA PORTATO LA PSICOANALISI IN TV TORNA CON UN CAST PRESTIGIOSO

Regia di Saverio Costanzo Edoardo Gabbriellini

 

La stagione finale andrà in onda dal 25 marzo su Sky Atlantic HD,

Sky Cinema Uno HD e Sky On Demand,
ogni sabato con 5 nuovi episodi in esclusiva

 

 

Ogni singolo episodio sarà trasmesso anche dal lunedì al venerdì su Sky Atlantic HD alle 19.40 e Sky Cinema Cult HD alle 20.30

 

Roma, 15 marzo 2017. Debutta il 25 marzo la stagione finale di IN TREATMENT, la produzione originale Sky realizzata da Wildside, che ha portato la psicoanalisi in TV attraverso le parole e gli sguardi di personaggi interpretati da un cast prestigioso. Nel corso delle due precedenti stagioni “In Treatment” ha riunito numerosi volti del cinema italiano, accanto a Sergio Castellitto, Kasia Smutniak, Barbora Bobulova, Guido Caprino, Adriano Giannini, Irene Casagrande, Licia Maglietta, Valeria Golino, Valeria Bruni Tedeschi, Michele Placido, Maya Sansa, Greta Scarano, Isabella Ferrari, Alba Rohrwacher e, al suo debutto televisivo, Francesco De Miranda.   

La stagione finale di “In Treatment” sarà trasmessa in prima tv dal 25 marzo, ogni sabato, con cinque nuovi episodi in esclusiva su Sky Atlantic HD e Sky Cinema Uno HD dalle 21.15. I singoli episodi saranno trasmessi anche uno al giorno, dal lunedì al venerdì, nei seguenti orari: alle 19.40 su Sky Atlantic HD e alle 20.30 su Sky Cinema Cult HD.

In occasione del debutto di sabato 25 marzo, per la prima volta tutti i 35 episodi della serie saranno resi disponibili a tutti i clienti Sky con attivo il pacchetto Sky Box Sets, che permette di accedere a un catalogo di numerose serie tv con tutte le stagioni complete disponibili in modalità on demand sul decoder My Sky.

Dopo il successo delle prime due stagioni, accolte con entusiasmo da pubblico e critica, torna lo psicoanalista più famoso della tv. Dietro la macchina da presa ancora Saverio Costanzo (“Hungry Hearts”, “Private”, “La solitudine dei numeri primi”), affiancato nella regia di una parte degli episodi da Edoardo Gabbriellini (“Dov’è Mario?”, “Padroni di casa”, “B.B. e il cormorano”).

Accanto a Castellitto (Giovanni Mari), un cast di altissimo livello e completamente rinnovato. Protagonisti di una puntata a settimana, che è il resoconto di una seduta, i nuovi personaggi interpretati da Margherita Buy (Rita), Domenico Diele (Padre Riccardo), Giulia Michelini (Bianca), Giovanna Mezzogiorno, che interpreterà Adele, la nuova psicoanalista da cui lo stesso Mari va in terapia e Brenno Placido (Luca).

Tra le novità, la creazione di due nuovi personaggi, Padre Riccardo e Bianca, che arricchiscono l’adattamento italiano con due caratteri completamente inediti rispetto a tutte le altre versioni della serie israeliana. È la prima volta che ciò accade in quella che è stata definita la miglior versione internazionale del format "Be Tipul", dal suo stesso creatore Hagai Levi.

In Treatment è un formato originale di Sheleg Production Ltd.

 

 

 

LA STORIA

Giovanni Mari ha ripreso a esercitare l’attività psicoanalitica dopo un periodo di riflessione trascorso in barca, ora non può più rimandare una verifica seria e profonda della sua missione terapeutica. Ha ancora il desiderio e la capacità di prendersi cura dei suoi pazienti? È ancora in grado di aiutarli?

Tutte queste domande intrecciano il complesso rapporto tra la sua vita professionale e quella privata.

Il divorzio è ormai alle spalle ma mentre la sua ex moglie – Eleonora, interpretata da Valeria Golino – è felice col nuovo compagno e sta per risposarsi, Giovanni non riesce a trovare un equilibrio, sia nel rapporto con la nuova fidanzata Greta ma, soprattutto, con i figli Francesca e Michele. Numerosi temi irrisolti del suo passato gravano infatti su di lui, su tutti la memoria del padre e il terrore di ripeterne il destino e gli errori. Un timore che prende forma simbolica nella convinzione di essere - come il padre - affetto dal morbo di Parkinson.

I casi della terza stagione interrogano dunque Mari sulla sua identità, la sua vocazione e soprattutto l’autenticità delle sue scelte. Rita è la sorella di una paziente che Mari ha avuto in cura molti anni prima e lo costringe a confrontarsi con gli effetti del suo lavoro.

Per la prima volta la fede entra nel suo studio: Riccardo è un sacerdote incapace di vedere le ragioni della sua crisi e costringe Giovanni a un confronto intimo e intenso sul rapporto tra verità religiosa e verità terapeutica.

 

Luca è un adolescente omosessuale e molto problematico: cresciuto da genitori adottivi, costringe Giovanni a ridefinire i limiti tra l'essere genitore e l'essere terapeuta.

Infine Bianca, una giovane donna di estrazione sociale e culturale molto distante da quella di Mari: le sue crisi di panico e il mondo da cui proviene, costringono lo psicoanalista a cercare una chiave di comunicazione e di intervento lontana dal linguaggio e dalle pratiche della terapia tradizionale.

Per riflettere su di sé, nella vita e nel lavoro, dopo la drammatica conclusione del rapporto professionale con Anna De Santis interpretata da Licia Maglietta – suo mentore e supervisore di una vita – Giovanni instaura un nuovo dialogo terapeutico con una giovane analista, Adele Rasch.

Il confronto con Adele, però, lo porta a rimettere in discussione tutti i protocolli di valutazione sui quali si è basato fino a quel momento, a distinguere tra relazione personale, funzione terapeutica e supervisione, ad accettare infine la necessità di mettersi umilmente nella posizione di un normale paziente, abbassando le difese per attraversare le resistenze e le difficoltà del cammino verso una nuova consapevolezza.

Riuscirà Giovanni, grazie a questo percorso, a ritrovare se stesso? oppure scoprirà le ragioni di un cambiamento radicale e definitivo della sua vita?

 

LA SETTIMANA TERAPEUTICA DEL DOTTOR MARI

 

LUNEDI’

Margherita Buy è Rita, attrice in crisi con una sorella, Patrizia, malata terminale. Si rivolge a Mari per via della sua scarsissima autostima e un senso di colpa perenne che la porta a denigrare tutto quello che fa. Al contrario di sua sorella, è sempre stata quella frivola, vacua, incapace di fare qualcosa di importante.

 

 

MARTEDI’

Domenico Diele è Riccardo, un sacerdote docente universitario e apprezzato teologo, in crisi rispetto alla sua vocazione. Arriva in terapia per ubbidienza al suo superiore dopo un increscioso episodio avvenuto durante una partita di basket.

 

 

MERCOLEDI’

Brenno Placido è Luca, un adolescente gay che vive in conflitto con la sua famiglia adottiva. Luca sfida continuamente anche Giovanni, ma accanto a questo lato aggressivo ce n’è uno più sensibile e intimista.

 

 

GIOVEDI’

Giulia Michelini è Bianca, nata e cresciuta in periferia. È una giovane donna che soffre di attacchi di panico. Vive e subisce una situazione di grande crisi in cui è anche costretta a mantenere il marito Claudio, pugile dilettante disoccupato, e il figlio Enzo di 5 anni.

 

 

VENERDI’

Giovanna Mezzogiorno è Adele, la nuova e giovane terapeuta di Giovanni Mari. È accogliente, dolce e, nonostante una partenza in salita con attacchi e sfide da parte di Giovanni, riesce a compiere il percorso con lui, a farsi apprezzare, a capirlo.

 

I PROTAGONISTI

 

DOTT. GIOVANNI MARI – SERGIO CASTELLITTO

Giovanni Mari  è tornato a Roma e ha ripreso a esercitare la professione di psicoterapeuta dopo una lunga pausa trascorsa viaggiando in mare. I mesi di lontananza, però, non sono stati sufficienti a fargli superare i nodi irrisolti della sua vita. Il divorzio è ormai alle spalle, la sua ex moglie sta per risposarsi con un nuovo compagno, un architetto affermato, mentre Giovanni non riesce a trovare alcuna stabilità sentimentale e vive con disagio la sua relazione con Greta, una giovane donna di cui non è davvero innamorato. Nello stesso tempo la nuova relazione della ex moglie lo mette in discussione rispetto al proprio ruolo di padre. Suo figlio Michele gli chiede di vivere con lui, sentendo il bisogno di stargli più vicino in quel momento.

Giovanni del resto è di nuovo inseguito dai fantasmi del passato. Prima di tutto quello del padre che si materializza nel timore di essere – come lui – ammalato di Parkinson. Questo male immaginario, sintomo del riacutizzarsi del suo disagio psicologico, lo porta a incontrare Adele Rasch, una psicoterapeuta che da una parte lo guida a rivedere i lunghi anni di lavoro con il suo precedente supervisore e dall’altra cerca di accompagnarlo a una nuova consapevolezza dei suoi bisogni di essere umano. Per comprenderli, però, deve accettare la posizione del paziente e riconsiderare le convinzioni che i lunghi anni di pratica psicoterapeutica hanno sedimentato in lui. Il loro rapporto è difficile, Giovanni passa dall’insofferenza all’innamoramento, nel più classico degli schemi di transfert. Ma Adele non perde mai il controllo del proprio ruolo e non confonde vita privata e vita professionale.

Tutto questo mentre i pazienti lo sfidano a un confronto che mette in discussione lo statuto e le pratiche della sua attività terapeutica, rilanciando il conflitto tra i limiti imposti dalla teoria e la libertà necessaria per offrire a ognuno di loro la cura di cui ha bisogno.

 

 

RITA - MARGHERITA BUY

Rita Romano è un’attrice famosa, o meglio lo è stata. Era giovanissima quando esordì sul grande schermo, ma adesso che ha 50 anni l’offerta di ruoli adatti a lei è molto limitata. Eppure tra poco tutto cambierà: Rita debutterà al teatro Argentina in una grossa produzione e in un ruolo che potrebbe essere il suo trampolino di ri-lancio. La fama di Rita non è l’unico motivo per cui Giovanni Mari la conosce. La sorella Patrizia è stata una sua paziente, ormai diciotto anni fa, e ora che Patrizia sta per morire, Rita ha scelto di entrare in terapia con lui, lamentando apparentemente un problema di memoria. La coincidenza porta Mari a pensare che ci sia qualcosa di più, come sempre, oltre la superficie. 

Il vero problema di Rita è che non crede in sé, è come se cercasse di auto sabotarsi, vive il senso di colpa di non aver mai fatto nulla di concreto. A differenza della sorella non è riuscita neanche a stare vicino a sua madre mentre moriva di cancro, terrorizzata com’è dalla vecchiaia, dal deperimento fisico, dalla perdita di forza e bellezza. Riuscirà ora a stare accanto a quella sorella, ad accompagnarla alla morte? E a recuperare il rapporto con la figlia che non fa che accusarla? E soprattutto, riuscirà a volersi bene, a capire il proprio valore, anche senza un pubblico che l’applaude? 

 

PADRE RICCARDO  - DOMENICO DIELE

Riccardo Astolfi, 34 anni, è un sacerdote. Intelligente, severo, metodico. Oltre a curare l’attività della sua parrocchia, è uno studioso brillante che insegna Storia della Filosofia e del Pensiero Religioso all’Università Pontificia. Sta attraversando un periodo difficile a causa di un nuovo incarico: redigere un documento su “Bioetica e Cristianesimo”, un compito per il quale Riccardo sembrerebbe particolarmente adatto, per i suoi studi e la sua formazione, ma che inspiegabilmente lo angoscia.

 

Arriva in terapia spinto dal suo vescovo dopo uno scatto di rabbia avuto durante una partita di basket in parrocchia. Anche se Riccardo lo nega, Giovanni intuisce che in quel momento c’è qualcosa di più di un moto di nervi, ci sono dei sentimenti controversi per Letizia, ma  anche questi, sono solo la chiave di accesso di un problema ancora più profondo. Riccardo ha trascorso la vita a confermare le sue ragioni spirituali e la convinzione delle sue scelte, e la terapia lo spinge ad affrontare a ritroso il suo percorso, tornando al momento della sua vocazione.

 

 

LUCA - BRENNO PLACIDO

Adolescente problematico, sfrontato e sensibile, appassionato di fotografia, gay dichiarato, Luca Bonacci è un paziente di Giovanni da quando è stato sospeso a scuola per aver spacciato marijuana e una professoressa illuminata ha ottenuto che non fosse cacciato purché andasse in terapia. Le sue continue provocazioni, le intemperanze verbali e le oscenità sono frutto della consapevolezza di essere stato adottato: se perfino i suoi genitori lo hanno rifiutato come può lui accettare se stesso? Per questo ha un rapporto conflittuale con i suoi genitori adottivi, Marisa e Roberto, entrambi inadeguati: lei cattolica e apprensiva, lui distante e severo. Luca mette continuamente alla prova anche Giovanni, al quale svelerà però anche il suo lato più sensibile, quello di un ragazzo appassionato di fotografia, un giovane talento acerbo che cerca una sua strada nel mondo e che vuole iscriversi alla London School of Photography.

La sua storia comincia nel momento in cui viene contattato dalla madre naturale, Erica, che vuole conoscerlo. Questo fatto sconquassa il suo fragile mondo, ha paura che questa rivelazione lo separi ancora di più dai suoi genitori adottivi e li spinga a rifiutarlo. Ciò lo rende aggressivo e scostante, genera in lui la paura che la sua omosessualità lo abbia allontanato per sempre da suo padre Roberto, e teme che ci sia qualcosa di sbagliato in lui, che impedisce alle persone di volergli bene.

 

BIANCA - GIULIA MICHELINI

Bianca Ruggeri, trentenne bella e sensuale, non è la solita paziente del dottor Mari: è nata e cresciuta a Torre Angela, un quartiere di Roma periferico, popolare e popolato da piccoli delinquenti. Bianca non razionalizza mai niente, vive e soffre senza filtri una situazione difficile. Deve mantenere Claudio, suo marito, pugile dilettante disoccupato, e il figlio Enzo di 5 anni. Gli attacchi di claustrofobia di cui soffre sono solo la punta dell’iceberg delle angosce che la attanagliano. Il suo passato è pieno di ferite relative al suo rapporto con la famiglia originaria, che sanguinano di nuovo ora che la solidità del suo matrimonio è minacciata dal carattere di Claudio. Bianca avrà la forza di liberarsi dall’amore del marito se per lei ormai significa soltanto pericolo e dolore? O forse il pericolo più grande non viene da fuori, ma dai segreti nascosti nel suo animo?     

 

 

ADELE - GIOVANNA MEZZOGIORNO

Adele è la nuova terapeuta di Giovanni. Bella, sicura di sé, solida. Ha quarant’anni ed è molto ligia alle regole più “grammaticali” della terapia. Ha un approccio diligente alla professione, scrive molti articoli, gode di grande rispetto da parte dei colleghi. Il suo distacco, e quindi il mistero che circonda la sua vita, fa parte di questa modalità di relazione terapeutica più canonica. È dolce, accogliente, dopo un rapporto inizialmente difficile con Giovanni, Adele riesce a stabilire la sintonia con lui, a comprenderlo, ad accompagnarlo nel percorso di analisi. E se Anna è stata insegnante, terapeuta, supervisore, terapista di coppia, con Adele invece tutto è pulito, ordinato. Nuovo. Come il suo studio, come il modo che ha di mettere in ordine i pezzi nella vita di Giovanni, a tal punto da suscitare in lui un sentimento che va oltre la terapia.

 

 

NOTE DI REGIA

 

SAVERIO COSTANZO

Immagini frutto di artifici e finzione ma che si presentano allo spettatore come scene che stanno accadendo, esattamente in quel momento, davanti a lui. Per me il cinema è anche questo e tornare dietro la macchina da presa di In Treatment significa riappropriarsi del gusto di fare quel cinema con la libertà narrativa che consente solo certa tv.

Per farlo servono sceneggiature scritte benissimo, attori capaci di reggere ciak di quaranta minuti, (anche dal punto di vista emotivo) e una regia non semplice ma fondata sulla semplicità, che rinuncia a qualsiasi vezzo e si attiene a una grammatica precisa, accompagnando i dialoghi senza virtuosismi.

Ecco, allora, che apparenti sfumature, come l’orario in cui il paziente incontra il dottor Mari, si rivelano invece fondamentali per la messa in scena e per il racconto. La luce diventa parte integrante della narrazione e la vita dei protagonisti, che scorre fuori dallo studio dello psicoanalista, entra dentro quella stanza “mostrando” chi sono e cosa fanno quando non sono con Mari.

Si compie così un piccolo e paradossale miracolo: una serie ambientata in un unico ambiente racconta una città, mostra le esistenze dei protagonisti senza farle vedere. E questo accade perché i personaggi – con tutti i loro malesseri o forse proprio per questo - sono portatori sani di vita e come la vita sono meravigliosamente imprevedibili.

 

EDOARDO GABBRIELLINI

Dirigere una puntata di In Treatment è come inserirsi in un corpo di ballo che esegue alla perfezione la sua coreografia. L’unico modo per stare al passo è provare tanto e farsi trasportare dal ritmo - in questo caso - dalla parola scritta e da una regia rigorosa. Davanti alla proposta di affiancare Saverio, così, sulle prime, ho avuto un certo timore: cosa avrei potuto portare di mio in una serie già così perfettamente strutturata? Per fortuna ho detto sì. Un po’ alla volta quelli che mi sembravano rischi si sono trasformati in opportunità. La sfida, rispetto ai ritmi serrati e allo stile rigoroso, si è rivelata la forza. Grazie a Saverio e alla sua esperienza nelle stagioni precedenti, la collaborazione con lui è stata istruttiva e divertente. La preparazione, le riprese, il modo in cui ci siamo alternati, sono diventati parte di un meccanismo unico che mescola cinema e tv lasciando a me, dietro la macchina da presa, il gusto di assistere in diretta allo spettacolo che si compie. E finalmente di poter ballare con goduria.

IN TREATMENT è una serie prodotta da Sky e realizzata da Wildside di Lorenzo Mieli e Mario Gianani, scritta da Ludovica Rampoldi, Stefano Sardo, Alessandro Fabbri, Ilaria Bernardini e Giacomo Durzi con la supervisione di Nicola Lusuardi. La fotografia è di Fabio Cianchetti, il montaggio di Francesca Calvelli, la scenografia di Luca Merlini, i costumi di Antonella Cannarozzi.

 

La terza stagione di “In Treatment” sarà trasmessa in prima tv dal 25 marzo, ogni sabato su Sky Atlantic HD e Sky Cinema Uno HD dalle 21.15.

In occasione del debutto della serie, sabato 25 marzo, per la prima volta tutti i 35 episodi della serie saranno resi disponibili a tutti i clienti Sky con attivo il pacchetto Sky Box Sets, che permette di accedere ad un catalogo di numerose serie tv con tutte le stagioni complete disponibili in modalità on demand sul decoder My Sky.

 

 

 

 

 

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